Gioielleria: tecnologia o tradizione?


E’ indubbio che il mercato del gioiello sta attraversando una fase interlocutoria. Minor propensione alla spesa, instabilità geopolitiche e altalena dei prezzi delle materie prime non permettono alle aziende del settore, piccole e grandi, di pianificare il futuro. Di fronte a questa situazione c’è chi cerca di tagliare sui costi di produzione e chi investe in tecnologia per migliorare la produttività.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, vi è chi si chiede quanto tecnologico debba essere l’approccio di chi realizza prodotti di gioielleria. Opinione comune è che la tecnologia sia fondamentale per lo sviluppo e il progresso del settore, ma non può mai essere elemento prevaricante rispetto alla capacità manuale e progettuale.

“Da anni investiamo su macchine e software all’avanguardia e i nostri clienti se ne accorgono” commenta Stefano Zanotto di Microvalle, “ma quando abbiamo iniziato, per esempio, a realizzare le nostre prime soluzioni con la stampa a 3D non avrei potuto fare a meno di ogni singola esperienza che negli anni precedenti mi aveva permesso di creare soluzioni attraverso un percorso manuale e artigianale.

Non è l’utilizzo dello strumento che fa la qualità del prodotto” continua Zanotto, “ma la capacità di calare la tecnologia, anche quella più all’avanguardia, in un preciso percorso progettuale, elemento che contraddistingue da sempre la tradizione della gioielleria”.